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La scenografia dello spettacolo è firmata da Fabiana Rizzi, giovane scenografa e allieva del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma |
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C'è un pò di anima anche nell'intento di rievocare un luogo lontano, un'altra epoca, solleticando la fantasia. |
Accanto alle quattro opere dei ‘’grandi’’ in programma alla 38° edizione del Festival della Valle d’Itria, ve ne è una quinta che vanta il cast più giovane in assoluto, avendo i cantanti un’età media di 10 anni. Anche quest’anno, infatti, si è voluto ripetere l’esperimento proposto e portato a buon termine l’anno scorso del Festival Junior, per cui 25 bambini sono stati coinvolti nella messa in scena dell’ opera lirica “The Golden Vanity” di Britten , che verrà rappresentata questo mercoledì 25 luglio . I bambini sono stati guidati nella realizzazione del progetto da Antonia Valente(pianista) e da Angela Lacarbonara (professoressa di musica) , che hanno curato la parte canora della recita educando la voce dei bambini, nonché certamente da Sara Putignano, attrice di talento che in occasione del Festival Junior si è calata nei panni della regista, e che ha gentilmente acconsentito a soddisfare la nostra curiosità rispondendo ad alcune domande qui riportate.
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La giovanissima Antonia Valente, una promessa della musica, pianista travolgente e geniale |
- In cosa consiste il festival junior?
Il festival junior , coinvolgendo un gruppo di bambini nella messa in scena di un’opera teatrale, si occupa di fornir loro un assaggio di cultura musicale, come fanno del resto altri progetti proposti dalla Fondazione Paolo Grassi, ad esempio ‘’ColouredStrings” che invece consente a bambini di imparare a suonare uno strumento.
- I bambini che vi partecipano hanno già fatto esperienze simili?
Alcuni di loro hanno partecipato al Festival Junior l’anno scorso, ma per la maggior parte quest’esperienza costituisce una novità. Lo scopo dell’iniziativa ,infatti, è quello di far scoprire ai bambini che hanno deciso di prendervi parte se nutrono interesse nei confronti della musica e se sono portati per il canto; non è detto, infatti, che chiunque partecipi sia dotato di particolari doti canore: siamo qui per scoprirlo.
- E’ la tua prima esperienza da regista?
Sì, se non si considerano gli spettacoli autogestiti in cui ho recitato. Tuttavia non è la mia prima volta con i bambini: ho lavorato per tre anni nelle colonie estive, gestendo i laboratori teatrali e preparando con i bambini piccoli spettacoli. Questa volta il mio lavoro è però diverso, perché si parte da una musica preesistente con dei tempi ben precisi, ai quali bisogna rifarsi per stabilire i movimenti scenici.
- Hai intenzione di svolgere, in futuro, altri lavori da regista o preferisci il ruolo di attrice?
Indubbiamente preferisco il lavoro di attrice; come regista posso sfruttare la mia esperienza in materia e il mio personale gusto teatrale sviluppato, ma mi sento molto più capace a recitare in prima persona, a interpretare dei ruoli: è per questo motivo che ho studiato per molto tempo e per cui mi sento più preparata. Nel ruolo di regista mi sento un po’ sperduta, com’è giusto che sia di fronte a esperienze nuove, ma allo stesso tempo fiduciosa.
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Articolo a cura di Lorenzo Vinci e Giulia Casavola
Fotografie a cura di Lorenzo Vinci e Giulia Casavola












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