giovedì 12 luglio 2012

Mettiamoci all'Opera - Guida all'ascolto de "L'Orfeo-Immagini di una lontananza"





La Fondazione Paolo Grassi è particolarmente attenta a rendere lo spettatore delle opere del Festival Della Valle D'Itria preparato circa ciò cui andrà ad assistere.
Di fatti le opere spesso risultano provenienti da mondi ed epoche lontane dalla nostra, la cui comprensione ed identificazione da parte dei moderni pare assai difficile.
Ma la scelta non è mai casuale e di certo non sono annoverati tra i criteri che la guidano  la complessità o la eccessiva astrazione dalla realtà, caratteristiche che spesso allontanano lo spettatore dal messaggio che si vuole trasmettere rendendo l'opera priva di un 'anima.
La serie degli incontri di Mettiamoci All'Opera ha il compito di "istruire" lo spettatore riguardo le opere che saranno messe in scena durante il Festival, attraverso una storia dell'opera e una conseguente contestualizzazione, entrambi i  momenti ricchi di dettagli e curiosità di varia natura : storica, letteraria, artistica, musicale, cinematografica, sociale.
Inoltre la professoressa Daniela Rota, che tiene gli incontri, propone una guida all'ascolto sottoponendo all'attenzione dei partecipanti alcuni frammenti  musicali che riascolteranno durante l'opera, e analizzandoli  permette che questi vengano interiorizzati, che la stessa comprensione delle parole del libretto ne lasci trasparire in maniera più diretta l'anima, fomentando quasi quell'empatia che fa il successo dell'opera.
Le prime tre date di Mettiamoci all'Opera sono state appunto guide all'ascolto delle opere Artaserse, Zaira ed Orfeo-Immagini di una lontananza, introduttive della materia.










La professoressa Daniela Rota





La guida all'ascolto dell'Orfeo-Immagini di una lontananza, tenutasi Venerdì 6 Luglio nell'auditorium della Fondazione Paolo Grassi ha visto la partecipazione attiva di alcuni cantanti della stessa opera che hanno eseguito magistralmente particolari estratti musicali, regalando agli spettatori un assaggio della grande emozione che ritroveranno al teatro Verdi , il 30 Luglio.
É un'emozione nuova entrare nel mondo di personaggi tanto mitologici e lontani dalla realtà, da risultare quasi paradossalmente vicini alla nostra interiorità, perchè frutto di una tradizione che ha ben poco di mitico, bensì tutto di umano. Orfeo, Aristeo ed Euridice, rispettivamente i due figli del dio Apollo e una ninfa, non sono altro che i depositari di valori e modi di essere che l'uomo ha voluto porre come esempio cui rivolgere sempre la mente ed il cuore, e che, proprio perchè partoriti dalla fantasia e dalla necessità dell'uomo, sono mutati seguendo i cambiamenti di quest'ultimo.
Di fatti l'Orfeo, una tragicommedia del 600 , presenta personaggi dai colori e dalle sfaccettature nuove, che pongono lo spettatore di fronte ad un vero e proprio specchio, incrostato dagli anni e dai vari modi di sentire,  ma sorprendentemente cristallino, capace di trasmettere loro una serie di immagini nitide in cui riescono a scorgersi. Quanto è impetuosa la forza della musica? Quanto quella delle parole? e infine, quanto simili restiamo a noi stessi, a dispetto dello scorrere impetuoso del tempo?
L'Orfeo alimenterà queste domande, e chissà, potrebbe anche offrirne una qualche valida risposta.






















Articolo a cura di Ludovica Germinario
Fotografie a cura di Arianna Santoro e Roberta Ceppaglia


Responsabile Blog  Ludovica Germinario

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.