mercoledì 25 luglio 2012

La musica non come mera esecuzione ma come virtuosa interpretazione- Gli Orchestrali del Festival Della Valle D'Itria





I protagonisti indiscussi delle opere sono sicuramente gli attori, i cantanti insomma. Chi con la sua voce vibrante, forte, tagliente, acuta, bassa, alta, dolce, decisa, fa penetrare nel profondo dei nostri organi sensoriali  l’angoscia di una morte o la gioia di un amore. Esaltando questi si tende però alle volte a sminuire il ruolo dei musicanti.  È  troppo poco lo spazio , esigua l’importanza,  che si elargisce  a coloro che musicano con indiscutibile passione le opere e i concerti.  La naturalezza con la quale gli orchestrali si approcciano all’opera è tale da provocare un intimo sentimento di  soddisfazione nel pubblico;  specie durante le prove, durante le quali ci si rende conto sì dell’umiltà degli orchestrali, ma anche della loro padronanza e maestria nell’arte del trasformare “semplici” spartiti in  macchinose e piacevoli melodie. L 'assennatezza dei più anziani si unisce carnalmente( accosta perfettamente ) con la spensieratezza e con la grinta dei più giovani dando luogo ad un’atmosfera di serenità e professionalità non indifferente. (Lorenzo Vinci)


<< Descrivere che cosa sia per me la musica è difficile,  la musica… è la mia vita . Ho sempre messo la musica davanti a tutto, rinunciando anche un’infanzia di solo divertimento e a un’adolescenza troppo spensierata, per la musica si fanno sacrifici, ore e ore di studio. >> Michele Magliori, clarinetto.






<<È bello che in un orchestra ci sia eterogeneità, ma spesso, e qui traspare la mia vena polemica, sono i giovani a dover insegnare il comportamento ai più anziani che pensano l’orchestra come un lavoro, pensano ai soldi, ai sindacati, alle pause. Non suonano per divertirsi, per puro ed incondizionato amore per la musica. >> Michele Magliori, clarinetto.



Auditorium Capelli, ore 16:00. Le prove dell’orchestra cominciano alle 16:30. I primi musicisti arrivano e prendono posto sul palco macchiato di arancio, fucsia e verde dagli spartiti. Nel silenzio della sala si fanno strada le note iniziali dell’opera: i primi arrivati iniziano a scaldare i propri strumenti. Tanto più si popola il palco, tanto più forte si fa una melodia in crescendo di voci amiche, che si salutano e si scambiano le ultime novità. In questi minuti antecedenti alle prove ufficiali, l’orchestra prende forma come un organismo famigliare che si nutre soprattutto di complicità e stima reciproca.(Giulia Casavola)





<<È un grande piacere lavorare nell'orchestra perchè ci sono musicisti di tutte le età: gli anziani danno ai giovani la loro esperienza e i giovani agli anziani la loro vitalità, e questo è uno scambio benefico.>> Alexandra Gutu,violoncello.

<< Sono venti anni che studio, e il mio strumento è diventato parte integrante della mia vita>> Michele Magliori, clarinetto.


 <<La caratteristica di questo festival è l’atmosfera. La familiarità tra gli orchestrali.  Anche il posto influisce molto, Martina Franca, soprattutto per chi viene non dal sud della Puglia è un luogo suggestivo, incantevole, magico , un’ISOLA FELICE>>Michele Magliori, clarinetto.



<< Suonare in orchestra è sicuramente più difficile che suonare  in solista dove si interpreta la parte della prima donna. Bisogna essere con gli altri e per gli altri>> Michele Magliori, clarinetto.

Articolo a cura di Lorenzo Vinci e Giulia Casavola
Fotografie di Lorenzo Vinci e Giulia Casavola

Responsabile Blog  Ludovica Germinario

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