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Il Direttore Artistico del Festival della Valle D'Itria, Alberto Triola, la compositrice Helena Tulve e Pille Lill |
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La manager Leelo Lehtla |
‘Fra Spazio e Suono’ c’è
una barriera generata dalla cultura e dalla storia differenti che ha sempre più
evidenziato una netta separazione tra le scene musicali di Paesi che appaiono
tra loro differenti, come l’Italia e l’Estonia.
E’ stato proprio un tentativo di avvicinare le due culture
che ha dato luogo martedì 17 luglio ad
un incontro-conferenza nell’auditorium della Fondazione Paolo Grassi tra tre
donne estoni di grande spessore musicare, una compositrice, Helena Tulve, una manager, Leelo Lehtla e una sorta di mecenate,
la presidente di una fondazione in Estonia mirata a promuovere una cultura che
è stata a lungo poco considerata, Pille
Lill, e il direttore artistico del Festival della Valle d’Itria, Alberto Triola, affiancati dalla
giornalista Fiorella Sassonelli e da
un’abile traduttrice, Vivien Estelle
Williams.
Da subito è stato messo in luce come la tormentata storia
dell’Estonia sia stata la causa principale e forse l’unica che ha, soprattutto
nel XX secolo con l’egemonia sovietica e la repressione della cultura,
rallentato lo sviluppo artistico-musicale estone. Allo stesso tempo è stato
evidente come sia una società che, avendo da poco riscoperto la propria
identità musicale, abbia forti speranze per il futuro di diffusione della sua
personale e particolare voce nel mondo.
Helena Tulve è
sicuramente l’esempio di questa speranza. Formatasi con Erkki-Sven Tüür, è tra i compositori estoni più in vista nello
scenario musicale contemporaneo, grazie anche alla sua attenzione particolare
per suono e sonorità nelle sue composizioni, in contrasto con la tradizionale
centralità del ritmo.
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La giornalista Fiorella Sassonelli |
Il pubblico è sicuramente rimasto colpito dal breve ascolto
di un suo brano e dalla forte personalità che le donne sono riuscite a mostrare
durante l’intero incontro. Ha inoltre avuto la possibilità di essere in parte
preparato al concerto ‘Tra Baltico e Mediterraneo’ che si è
svolto subito dopo presso il chiostro della chiesa di San Domenico, durante il
quale si sono esibiti quattro musicisti nord europei che con grande abilità
hanno portato a Martina melodie differenti da quelle tradizionalmente
conosciute ed eseguite nella città e che sono state, tuttavia, molto
apprezzate.
Questi due eventi, come è stato detto da Alberto Triola, sono l’inizio di una
collaborazione tra Fondazione Paolo
Grassi, Festival della Valle d’Itria
e Tallin Cahmber Music Festival, che
proseguirà in agosto con l’esportazione della produzione de ‘LOrfeo,
immagini di una lontananza’ di alcuni giovani compositori italiani a
Tallin e che, si spera, si evolva maggiormente in futuro con ancora maggiori
influenze e collaborazioni tra le due culture musicali.
‘Fra spazio e suono’ credo esemplifichi il significato di questi incontri, dimostrazioni tangenti che il suono non ha spazio, che, quindi, la musica sia capace di buttare giù qualsiasi confine e che renda mondi che crediamo a noi molto distanti, incredibilmente vicini.
‘Fra spazio e suono’ credo esemplifichi il significato di questi incontri, dimostrazioni tangenti che il suono non ha spazio, che, quindi, la musica sia capace di buttare giù qualsiasi confine e che renda mondi che crediamo a noi molto distanti, incredibilmente vicini.
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Sigrid Kuulmann e Johanna Vahermägi. Passacaglia, duo per violino e viola |
Articolo a cura di Rosanna Carrieri
Fotografie a cura di Rosanna Carrieri e Roberta Ceppaglia
Fotografie a cura di Rosanna Carrieri e Roberta Ceppaglia
Responsabile Blog Ludovica Germinario







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